Il Museo Tolomeo.

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In questo Video, Dacamagazine presenta  il Museo Tolomeo, raccontato dal suo ideatore, Fabio Fornasari. Un ambiente tra installazione intermediale interattiva e arte ambientale, dove appunto raccontare in forma emozionale la storia dell'Istituto dei Ciechi "Francesco Cavazza" attraverso il patrimonio degli oggetti usati nel corso degli anni.
La prima sala del Museo Tolomeo e la Cittá di Bologna che ha pensato, voluto e costruito l'Istituto dei Ciechi Cavazza. Il Museo Tolomeo e' quindi uno "spazio di meraviglia" , una "wundercamera" che si pone in mezzo tra l' Istituto e la Cittá.
 
fotografie antic TOMLa storia dell'Istituto Cavazza di Bologna, nasce nel 1881 quando un gruppo di giovani discendenti di famiglie Nobili di Bologna decisero di investire del denaro per realizzare l' Istituto per i bambini ciechi della Cittá. Il Museo Tolomeo nasce quindi come - site specific - un luogo contestuale rispetto all'Istituto perché nel suo motivo di essere vuole racchiudere e raccordare la Cittá di Bologna nell' Istituto e allo stesso tempo l'Istituto nella Cittá. Un contenitore che permette a "chi vede" di entrare in un esperienza di tipo non visivo che peró non ha una natura strettamente legata al buio.
 
Chi entra nell'Istituto dei Ciechi Cavazza e attraversa la soglia del Museo Tolomeo si porta con sé tutta la propria abitudine visiva, quindi l'abitudine di osservare gli oggetti in base alla propria memoria, a come li sa usare. Osservando gli oggetti che sono esposti sul tavolo centrale della sala espositiva del Museo Tolomeo si puó notare come essi dispongano di meccanismi simili al mondo "dei vedenti": tastiere, movimenti che ricordano quelli delle tradizionali macchine da scrivere, ma in realtá nella loro forma riportano piu' oggetti di vario tipo e non sono interamente comprensibili. Sono tutti oggetti simili a quelli normalmente utilizzati dai vedenti, ma sono diversi, come se fossero la testimonianza di una civilizzazione differente che é venuta ad abitare questo spazio.
 
Girando intorno al tavolo centrale del Museo, si avvertono dei suoni, dei rumori che si azionano automaticamente e servono per annunciare i contenuti del tavolo. Il suono degli oggetti viene annuciato dal tavolo medesimo. Il tavolo é stato realizzato con delle anse, degli spazi variabili, discontinui, con elementi in avanzamento e elementi in rientranza, per simulare i movimenti che fanno i non vedenti, nella percezione dello spazio. Questo entrare ed uscire, fa sí che gli oggetti appaglino improvvisamente al tatto. L'udito é un "tocco a distanza", il tatto é ció che appare improvvisamente alla persona non vedente.
Quindi il Museo Tolomeo é di fatto uno spazio relazionale che mette in relazione vedenti e non vedenti intorno al tema del linguaggio.
 
L'esperienza del Museo Tolomeo é in qualche modo anche un esperienza di "Retrofuturo". Un installazione quindi dove la tecnologia si mescola con l'estetica, presentando degli oggetti che nella loro componente di innovazione tecnologica, sono nati dal mondo dei non vedenti o sono " entrati " prima nel mondo dei non vedenti che nel mondo dei vedenti. In particolare vengono esposti alcuni oggetti, strumenti, macchine che anticipano la digitalizzazione editoriale, per permettere ai non vedenti di accedere all'istruzione e alla conoscenza. Microcamere, libri elettronici, che dispongono di tecnologie che vengono utilizzate dai non vedenti addirittura 40 anni prima di divenire di uso comune e abituale per i vedenti.
   
Fabio Fornasari, l'ideatore, Direttore e, insieme a Lucilla Boschi, Curatore del Museo, nasce a Bologna il 6 Giugno del 1964.
Si laurea in Architettura presso l'Universitá degli Studi di Firenze.
 
Ha insegnato Storia del design contemporaneo alla Facolta' di Sociologia dell'Universitá di Urbino, metodologia della progettazione e scenografia al NABA di Milano e tecniche dell'uso dell'immagine fotografica all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Tra le sue realizzazioni, il Museo dell'Ottocento a Milano, sempre a Milano il Museo del Novecento insieme all'architetto Italo Rota e a Roma l'Ipogeo delle Terme di Caracalla.

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